Gaia Incarbone
Una volta mi hai rivelato di voler fare l’astronauta;
ed io ho sorriso: tu, sempre seduto sulla poltrona di iuta,
davvero sognavi di stare sospeso tra le stelle e la Luna?
davvero le avevi attaccate al soffitto una ad una?
Un’altra mi hai raccontato di voler fare l’esploratore;
ho sorriso ancora: tu, allergico ad ogni tipo di fiore,
davvero sognavi di girare per i campi aperti al Sole?
davvero tu tracciavi, tragitti immaginari tra le aiuole?
E forse un viandante lo sei diventato davvero con gli anni.
Citando qualcuno, sei ciò con cui frugo tra i miei stessi inganni.
Perciò io ti chiedo: sonda il mio cranio dagli abissi acquosi.
Così io ti prego: tasta il mio ventre dai meandri terrosi.
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